Dott.ssa Chiara Scerna – chiara.scr@alice.it

1)    EMORRAGIE:

Il problema più frequente che si verifica a seguito dell’intervento di castrazione è la perdita di sangue; l’emorragia del peduncolo ovarico ed uterino, la rottura dei vasi uterini, del legamento sospensore e del legamento largo sono le principali cause della perdita di sangue nel post operatorio; tali complicanze rappresentano la più comune causa di decesso dopo gonadectomia.

La perdita di sangue può avvenire in cavità addominale o al livello vaginale e nella maggior parte dei casi è causata da errori chirurgici, cedimento delle legature, erosioni provocate dal filo di sutura o trazioni eccessive esercitate sugli organi che esitano nella lacerazione dei vasi sanguinei.

Il rischio di emorragia è maggiore nei cani di grossa taglia rispetto a quelli di piccola taglia e gatti.

L’intervento effettuato in fase di proestro/estro predisponde ad un maggior sanguinamento dovuto all’azione degli estrogeni. gli estrogeni aumentano la vascolarizzazione tissutale e la consistenza dell’utero diminuisce.

2)    SINDROME DELL’OVAIA RESIDUA:
Un evento non poco frequente, sia nella cagna che nella gatta, legato alla sterilizzazione è la comparsa dei segni del calore anche a distanza di anni dopo l’intervento di gonadectomia.
La sindrome del residuo ovarico è caratterizzata dalla permanenza di frammenti di tessuto ovarico non correttamente asportati che possono riprendere a funzionare da pochi giorni fino ad alcuni anni di distanza dall’intervento.
Il tessuto residuo si comporta come una vera e propria ovaia, produce ormoni e l’animale può presentare regolarmente cicli estrali.
La sindrome del residuo ovarico si verifica più frequentemente  a seguito dell’intervento di ovarioisterectomia dove la breccia operatoria si estende più caudalmente (per visualizzare meglio la cervice uterina) rendendo meno visibile l’ovaia destra situata più cranialmente ed in profondità nell’addome.

3)    INFEZIONE DEL MONCONE UTERINO:
Un’evenienza considerata ben più rara è l’infezione del moncone uterino; la non completa asportazione dell’utero può essere la causa di infezioni del moncone, iperplasia endometriale e piometra in soggetti sterilizzati.
Terapie ormonali (progestinici) in soggetti sterilizzati aumentano il rischio di sviluppare una piometra qualora a seguito della gonadectomia non sia stato rimosso completamente tutto l’utero; il moncone rimasto in situ risponde all’azione del progesterone con comparsa dei sintomi della patologia uterina.

4)    LEGATURA DEGLI URETERI:
Tra le complicanze a carico dell’apparato urinario l’inclusione dell’uretere nella sutura è un inconveniente che si verifica a causa della stretta vicinanza anatomica tra la porzione più distale dell’uretere ed il corpo dell’utero. La presenza di una vescica repleta o l’insufficiente esteriorizzazione dell’utero al momento della legatura possono favorire l’ostruzione dell’uretere in corso di ovarioisterectomia.

5)    FISTOLE:
Le fistole ureterovaginali sono una causa molto comune di incontinenza urinaria post sterilizzazione e si formano in conseguenza all’intervento di ovarioisterectomia quando nella legatura del moncone viene accidentalmente incluso anche l’uretere.


6)    FALSA GRAVIDANZA:
L’intervento di gonadectomia dovrebbe essere effettuato nel periodo di anestro (fase di quiescenza); in fase proestrale ed estrale aumenta il rischio di emorragie post operatorie per la maggior vascolarizzazione tissutale, in fase diestrale invece l’improvviso calo di progesterone stimola la secrezione di prolattina con conseguente aumento di volume della ghiandola mammaria e produzione di latte (falsa gravidanza).
Eseguire il dosaggio del progesterone può essere utile per la valutazione della fase del ciclo estrale; bassi livelli di progesterone escludono che l’animale si trovi in fase diestrale.


7)    DEISCENZA DELLA FERITA CHIRURGICA:

Complicanza post operatoria che può verificarsi a distanza di poche ore/alcuni giorni dall’intervento; nei casi più gravi esita nell’eviscerazione, ovvero nella comparsa attraverso la breccia operatoria dei visceri addominali (anse intestinali, omento, ecc..) per cedimento dei margini della sutura.

8)    PRESENZA DI GARZE IN ADDOME
Complicanza post operatoria considerata di estrema gravità sia in ambito veterinario che umano; nei casi più gravi può causare anche la morte del paziente.

Nella maggior parte dei casi la sintomatologia subdola o silente non permette una corretta ed immediata diagnosi e la presenza di garze dimenticate in addome viene scoperta casualmente anche dopo anni dall’intervento (punto 1).